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Per l'autismo si chiama ABA , per la comunitá LGBT si chiama "conversion therapy".

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Ivar Lovaas è l'ideatore della "terapia di conversione gay" e della "terapia di conversione autistica". Le tecniche che ha sviluppato e applicato sono oggi conosciute come Applied Behavior Analysis (ABA). L'ABA costituisce ancora il "gold standard" per il "trattamento dell'autismo". Questo spiega perché l'attivismo per i diritti autistici e l'attivismo per i diritti della neurodiversità sono così importanti. Talvolta le tecniche ABA vengono applicate sotto diversi marchi per oscurare la connessione alla "terapia di conversione gay". La citazione seguente cattura l'essenza della teoria di Ivar Lovaas: “Vedi, inizi praticamente da zero quando lavori con un bambino autistico. Hai una persona in senso fisico - hanno capelli, naso e bocca - ma non sono persone in senso psicologico. Un modo per aiutare i bambini autistici è vederli come una una persona da costruire. Hai le materie prime, ma devi costruire la persona.” ...

Autismo e il problema della doppia empatia

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 Quante volte hai sentito parlare dell'autismo? "Le persone autistiche mancano di abilità sociali." "Le persone autistiche non possono comunicare in modo appropriato." "I deficit nella teoria della mente sono un tratto fondamentale dell'autismo." "Le persone autistiche non hanno la capacità di provare empatia." Queste affermazioni non provengono da persone autistiche. È disgustoso, non è vero? Soprattutto le ultime due. Ci sono un gran numero di persone là fuori che non solo credono effettivamente a quelle cose, ma continuano a difenderle, le pubblicano su riviste scientifiche e discutono ferocemente con chiunque osi sfidare questi presupposti. Naturalmente, le affermazioni di cui sopra raccontano solo una parte della storia da una sola prospettiva (non autistica). Per quanto riguarda le ultime due, alle persone autistiche non manca la teoria della mente (ovvero la consapevolezza che altre persone hanno menti separate dalla propria), poss...

Autismo, relazioni e dating

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 Autismo, relazioni e dating Non si parla mai di come una persona autistica puó vivere le relazioni interpersonali, come non si dice mai che circa il 60% delle persone autistiche appartiene alla comunità LGBT+. Ora mi viene da elencare alcune cose, mie personali, peró se vi relazionate con persone autistiche sicuramente potete chiedere a loro nello specifico: +Il linguaggio non verbale: fatico a capirlo, leggerlo o comprenderlo del tutto. Cerco sempre di osservare le persone con cui mi relaziono, ma non sono sempre sicurissima di capire.  +Sicuramente, per me, è molto piú importante e comprensibile il linguaggio verbale, esplicito, chiaro e diretto. Non capisco i non detti, non capisco nulla se non mi viene detto verbalmente chiaramente, ergo potrei non capire se sei arrabbiatx con me, o felice di vedermi, o se ti piaccio o se è tutto ok, o comunque potrei avere dubbi, e quindi te lo chiedo. +Non sono capace ad esprimere sentimenti nella maniera "classica", esprimo i sentime...
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 Quattro anni fa ho dovuto prendere per la seconda volta la decisione più difficile della mia vita: se continuare o no una gravidanza. La prima volta era stato dieci anni prima, quando avevo dovuto decidere la stessa cosa. In quel momento avevo de ciso di abortire e avevo (avevamo) potuto trovare i soldi per pagarlo. Quattro anni fa ho deciso di essere madre e con tale decisione è venuta un'ondata enorme di abbondanza, e anche di frustrazioni, e soprattutto di decostruzione: un punto di vista politico e sociale sul ruolo materno. Tutti i giorni mi chiedo che cosa penso e sento a proposito dell'aborto, e tutti i giorni mi chiedo che cosa penso e sento a proposito della maternità. Entrambe le domande mi portano allo stesso punto: oggigiorno, allo stato attuale delle cose, la maternità è un ruolo su cui generalmente ricadono tutti gli sguardi pubblici che ci giudicano come gestanti, educatrici, formatrici di futurx soggettx politicx. Ciononostante, al momento di esercitare la mate...

Circa il 60% Delle persone autistiche appartiene alla comunitá LGBT" saperlo non basta.

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  "Circa il 60% Delle persone autistiche appartiene alla comunitá LGBT" saperlo non basta. A breve sarà aprile, sarà il mese dedicato a ció che viene definito "visibilità sull'autismo" o comunque in inglese lo chiamano "awareness" che equivale a consapevolezza. Mi rendo conto che vivo in una società che non conosce l'autismo e se lo conosce è in modo riduttivo, stereotipato, quello che passano i media mainstream. L'autismo è uno spettro e ho sempre creduto al fatto che ognunx debba essere liberx di raccontare la propria esperienza, ma soprattutto che sia messx in condizioni di poterlo fare. Quello che mi perplime è che la consapevolezza, ergo sapere che l'autismo esiste, non è sufficiente. Non puó essere sufficiente pensare "si da ricerche risulta che circa il 60% delle persone autistiche hanno un identitá di genere o orientamento sessuale non etero non cis, bene mi basta questo". No, non basta questo e non basta perché credo che ...

Donna divorziata: i commenti e gli stigmi che ho sempre combattuto.

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  Questa è una testimonianza particolare, scrive mia figlia sotto dettatura perché io non riesco ho dei deficit che me lo impediscono. Negli anni 90' Milano era una città difficile, non che ora non lo sia, ma essere madre separata con una figlia portava tanti sguardi indiscreti, esclusioni e ostracismo. Poi, lavoravo full-time, chissá come avrei cresciuto mia figlia con il padre che viveva in un'altra regione, per altro totalmente assente e per nulla partecipativo. Mia figlia la escludevano a scuola, non la invitavano mai a nessuna festa per "colpa mia"; perché ero una donna separata, una donna ingrata che non era neanche stata in grado di tenersi un marito. Si proprio cosí, una frase che mi è stata detta piú e piú volte, in ufficio, in famiglia, dai genitori dexx compagnx di classe di mia figlia.  La preoccupazione principale delle persone era: "chissá come avrei cresciuto una bambina senza un uomo al mio fianco, chissá come sarebbe diventata, sicuramente una di...

Autismo e sesso: il piacere sensoriale

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  Autismo e sesso: il piacere sensoriale Sono autisticx e faccio sesso, in alcuni casi mi piace davvero tanto farlo. Perché lo sbandieri ai quattro venti? Perché nel 2021 ancora tantissime persone credono che una persona autistica non possa fare sesso. Questo sostanzialmente deriva anche da una retorica che vede l'autismo come una malattia, quando non lo è. Grazie (sfortunatamente) a svariati stereotipi divulgati sull'autismo, si arriva anche ad affermare che le persone autistiche non sono in grado di capire il sesso o sapere cosa vogliono. Io so cosa voglio, capisco il sesso e sono autisticx. Cosa rappresenta per te il sesso? Principalmente la vivo come un attivitá ludica, che dev'essere divertente e dove possiamo ridere tantissimo assieme, se cosí non fosse non fa per me. In secondo luogo, da autistica, seleziono molto le persone con cui intraprendere un rapporto fisico/sessuale, perché per me deve essere anche un piacere sensoriale. Più che l'orgasmo, amo tantissimo ...